Cos’è il vero editing WYSIWYG?
Il termine WYSIWYG—What You See Is What You Get—è ampiamente utilizzato spesso in modo approssimativo e frequentemente frainteso.
In questo articolo spiegheremo cosa significa davvero il vero editing WYSIWYG da un punto di vista dell’architettura, perché molti editor non riescono a offrirlo e cosa dovrebbero valutare gli sviluppatori quando integrano editor di documenti nei loro prodotti.

WYSIWYG è uno di quei termini che tutti usano e che pochissimi rispettano davvero. Oggi quasi qualsiasi strumento di testo avanzato, editor basato su browser o campo di contenuto viene promosso come editor WYSIWYG, ma nel momento in cui un documento viene esportato e il layout cambia, la promessa crolla. Questo divario tra aspettativa e realtà non è casuale: è architettonico.
Nei software moderni, il WYSIWYG viene spesso trattato come una funzionalità dell’interfaccia, ma in realtà il vero WYSIWYG è un problema di motore di gestione dei documenti e di rendering. Dipende da come i documenti vengono modellati internamente, da come viene calcolato il layout e dal fatto che la stessa logica venga applicata in modo coerente durante l’editing, l’anteprima e l’esportazione.
Questa distinzione diventa critica quando gli editor di documenti vengono integrati nelle applicazioni. Per sviluppatori, architetti di sistema e CTO, il vero WYSIWYG non è un dettaglio estetico. È un prerequisito per output prevedibili, modelli stabili e fiducia degli utenti.
Cos’è il WYSIWYG? Definizione e principali vantaggi
Per capire perché il vero WYSIWYG sia raro, è utile tornare al significato originale di wysiwyg. What You See Is What You Get (“ciò che vedi è ciò che ottieni”) non ha mai riguardato la comodità dell’editing. La promessa originale era rigida: il documento visualizzato durante la modifica deve essere identico al documento prodotto in output, sia stampato che esportato.
Nel tempo, questa definizione si è diluita. Molti strumenti oggi etichettati come wysiwyg text editor garantiscono solo una formattazione approssimativa durante l’editing. Si affidano a una post-elaborazione in fase di esportazione per “sistemare” il layout, spesso utilizzando un motore di rendering completamente diverso. Dal punto di vista tecnico, questo viola già il contratto.
Il vero WYSIWYG riguarda la fedeltà del layout, non la somiglianza visiva. Significa che interruzioni di riga, interruzioni di pagina, margini e posizionamento degli oggetti sono definitivi mentre l’utente modifica il documento. Se un paragrafo appare a pagina due durante l’editing, deve restare a pagina due anche dopo l’esportazione.

Questo è particolarmente importante per formati office come DOCX, XLSX e PPTX che non sono documenti HTML, ma specifiche orientate al layout con regole rigide per paginazione, metriche dei font, spaziatura e ancoraggio degli oggetti. Qualsiasi editor che li tratti prima come contenuti web e solo dopo come documenti compromette inevitabilmente l’accuratezza del WYSIWYG.
Sfide e svantaggi del WYSIWYG negli editor web
Se il vero WYSIWYG è così prezioso, perché la maggior parte degli editor web non riesce a offrirlo? La risposta sta in una serie di compromessi tecnici comuni che privilegiano comodità e velocità rispetto alla determinazione del layout.
Il compromesso più diffuso è il rendering basato su HTML e DOM. I browser sono eccellenti nel rendering di pagine web responsive, ma sono fondamentalmente inadatti a un layout di documenti accurato per la stampa. HTML non ha un concetto nativo di paginazione fissa, intestazioni e piè di pagina, note a piè di pagina o oggetti flottanti ancorati al testo. Di conseguenza, il layout del documento viene approssimato durante l’editing e ricalcolato successivamente in fase di esportazione.
In pratica, questo porta a una serie prevedibile di scorciatoie architettoniche :
- Approssimazione del layout del documento basata su HTML/DOM, in cui i documenti office vengono resi come contenuti web anziché come documenti paginati.
- Motori di rendering diversi per editing ed esportazione, con il browser che gestisce l’editing a schermo e un motore separato che ricalcola il layout durante la generazione di DOCX o PDF.
- Paginazione calcolata solo in fase di esportazione, il che significa che le interruzioni di pagina non esistono mentre gli utenti modificano il documento.
- Incoerenze nelle metriche dei font tra le piattaforme, in cui piccole differenze nel rendering dei font si accumulano e spostano il layout tra le pagine.
- Comportamento di rendering dipendente dal browser, in cui il layout varia a seconda del browser o persino della sua versione.
Un altro problema comune è proprio la paginazione. Molti editor non calcolano affatto le interruzioni di pagina durante l’editing: le pagine esistono solo a livello concettuale fino al momento dell’esportazione, rendendo inaffidabili contenuti dipendenti dalla pagina come intestazioni, piè di pagina e clausole legali.
La gestione dei font aggiunge un ulteriore livello di complessità. Le metriche dei font variano tra sistemi operativi, browser e motori di rendering. Anche differenze minime si accumulano su righe e pagine, spingendo il contenuto in avanti o indietro. Senza un controllo rigoroso dei font e un calcolo coerente delle metriche, la fedeltà del layout non può essere garantita.
Infine, il rendering dipendente dal browser mina la determinazione. Browser diversi rendono il testo in modo diverso e anche piccoli aggiornamenti possono modificare il comportamento del layout. Se l’aspetto del documento dipende dall’ambiente client, il WYSIWYG diventa condizionale anziché garantito.
Criteri tecnici del vero editing WYSIWYG
Il vero WYSIWYG non è soggettivo, ma ha criteri tecnici chiari e non negoziabili che distinguono i veri editor di documenti dalle semplici approssimazioni visive.
Per prima cosa, deve esistere un unico modello di documento utilizzato sia per l’editing che per l’esportazione. Questo modello deve rappresentare la struttura reale del formato del documento, non una versione semplificata o intermedia. Se il contenuto viene convertito in HTML per l’editing e poi ricostruito successivamente, la perdita di informazioni e la deriva del layout sono inevitabili.
In secondo luogo, la stessa logica di rendering deve essere applicata in tutte le modalità. Vista di editing, modalità di anteprima e output esportato devono basarsi sullo stesso motore di layout. Qualsiasi divergenza nel comportamento di rendering introduce incoerenze.
In terzo luogo, l’editor deve gestire con precisione tutti gli elementi critici per il layout:
- Font e metriche dei font
- Paginazione e interruzioni di pagina
- Margini, spaziatura e allineamento
- Tabelle, immagini, forme e oggetti flottanti
- Intestazioni, piè di pagina, note a piè di pagina e numeri di pagina
Queste non sono funzionalità avanzate, ma punti fondamentali per garantire la fedeltà del documento.

Infine, il vero WYSIWYG richiede un rendering indipendente dalla piattaforma. Un documento deve apparire identico indipendentemente dal browser o dal sistema operativo. Se il layout cambia in base all’ambiente client, l’editor non soddisfa la definizione di WYSIWYG.
Il ruolo del WYSIWYG nell’architettura degli editor integrati
L’importanza del WYSIWYG diventa ancora più evidente nei casi di integrazioni in altre applicazioni. Quando gli sviluppatori si chiedono cos’è davvero un editor wysiwyg e a cosa serva, la risposta sta nella prevedibilità e nella fiducia.
Quando un editor di documenti viene integrato in una piattaforma SaaS—sia tramite API sia come componente dell’interfaccia—la responsabilità dell’output del documento ricade sul proprietario della piattaforma. Gli utenti si aspettano che i documenti appaiano esattamente come progettati e qualsiasi incoerenza si riflette direttamente sul prodotto.
La generazione automatica di documenti e i flussi di lavoro basati su modelli amplificano questo problema. I modelli si basano su assunzioni di layout fisse, e una singola interruzione di pagina imprevista può rompere il branding, disallineare le firme o invalidare la formattazione legale. Senza un vero WYSIWYG, i modelli diventano fragili e costosi da mantenere.
In contesti legali, finanziari e aziendali, l’accuratezza del layout non è opzionale, infatti contratti, fatture e report devono preservare la formattazione in modo esatto. Se i documenti esportati differiscono da ciò che gli utenti vedevano durante l’editing, la fiducia nel sistema crolla immediatamente.
Dal punto di vista operativo, l’assenza di WYSIWYG aumenta il carico di supporto, e i problemi legati al layout generano ticket, correzioni manuali e frustrazione degli utenti. Per chi utilizza le API, la fedeltà prevedibile dell’esportazione è un presupposto, non un tema di negoziazione. Quando questa aspettativa viene tradita, l’editor integrato diventa una responsabilità anziché un valore.
Approccio all’editing WYSIWYG in ONLYOFFICE Docs Developer
ONLYOFFICE Docs Developer è costruito partendo dal presupposto che il WYSIWYG sia una scelta architetturale, non un miglioramento dell’interfaccia.
Al suo interno c’è un modello di documento unificato che rappresenta direttamente le strutture DOCX, XLSX e PPTX. Non esiste un proxy HTML né uno strato di conversione con perdita di dati tra editing ed esportazione. Ciò che l’utente modifica è il documento stesso.
Lo stesso motore di layout e rendering viene utilizzato in modo coerente per editing, anteprima ed esportazione. Questo garantisce che paginazione, spaziatura e posizionamento degli oggetti vengano calcolati una sola volta e rimangano stabili durante l’intero ciclo di vita del documento.
L’editor utilizza JavaScript e HTML5 Canvas per il rendering, con Node.js lato server, garantendo una fedeltà del 100% nella visualizzazione, stampa e paginazione su tutti i browser.
ONLYOFFICE lavora in modo nativo con i formati Office Open XML, consentendo un controllo preciso delle regole di layout definite dalla specifica. Questo approccio nativo elimina le incoerenze che derivano dalla conversione dei formati.
Negli scenari di integrazione, questa architettura offre un rendering coerente indipendentemente dal browser o dal sistema operativo. Che sia integrato in una piattaforma SaaS, in un sistema di workflow documentale o in un’applicazione personalizzata, il comportamento del layout resta prevedibile.
Progettato come soluzione API-first, ONLYOFFICE Docs Developer supporta implementazioni scalabili mantenendo la fedeltà dell’esportazione, rendendolo adatto ad ambienti ad alto carico in cui l’accuratezza dei documenti è fondamentale.
Conclusione
Il vero WYSIWYG richiede un unico modello di documento, un unico motore di rendering e un approccio deterministico al layout. Tutto il resto è un’approssimazione, per quanto l’interfaccia possa sembrare curata.
Per gli sviluppatori che integrano editor di documenti, questa distinzione è cruciale. Senza un vero WYSIWYG, le esportazioni diventano inaffidabili, i modelli si rompono e la fiducia degli utenti si erode. Con esso, i flussi di lavoro documentali diventano prevedibili, scalabili e affidabili.
Se i documenti contano nel tuo prodotto, il vero WYSIWYG non è opzionale.
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